Chi ha conosciuto Cesarino Figliola…

Chi ha conosciuto Cesarino Figliola, nel suo paese, nei tanti luoghi della partecipazione e della socialità, nel sindacato … anzitutto l’ha sempre chiamato solo e soltanto CESARINO. Per la sua cordialità, per la propensione a mettere chiunque a proprio agio, per la sua volontà di mettersi sempre a disposizione, per l’umanità che lo distingueva.

 Da sempre iscritto alla UIL, per anni rappresentante dei braccianti agricoli e poi dei pensionati, per decenni dirigente confederale con numerosi incarichi, locali e nazionali, dove si è fatto apprezzare per la capacità nell’ascolto, per la genialità nel trovare soluzioni anche nelle vertenze più complesse, per la disponibilità alla mobilitazione (quante partenze all’alba in autobus per partecipare a manifestazioni e scioperi…) e la propensione al confronto ed alla costruzione di un percorso per fare dei cittadini molisani i protagonisti del cambiamento.

 Orgogliosamente molisano, consapevole che un futuro di progresso e di benessere può, deve, essere costruito anche nella nostra realtà.  Testardo e determinato, talvolta burbero nel richiamare i principi e i valori del sindacato, un vero “agitatore sociale” nell’immaginare e realizzare iniziative per la solidarietà, per la partecipazione dei lavoratori e dei pensionati, con una speciale attenzione anche alle nuove generazioni  e alle loro istanze. Disponibile a farsi accompagnare nelle scelte e sempre pronto ad offrire un parere o un suggerimento, forte della lunga e significativa esperienza.

 Poi è stato, certamente, anche molte altre cose: amministratore locale onesto, persona per bene. Ma noi, della UIL Molise, lo ricorderemo così: in testa ai nostri cortei, primo fra gli iscritti a parlare in ogni congresso, leale e appassionato, progettuale e mai stanco, un vero compagno nel viaggio che è la dimensione del sindacato, l’impegno quotidiano nella promozione dei diritti, la volontà a perseguire il cambiamento ed il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, dei pensionati, dei molisani tutti.

 Ciao Cesarino.

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